Pensieri e immagini di una donna e del suo mondo, cercando e percorrendo una via...
...Qui ci sono anche io...
ANATOMIA DI UN'OPERA
Sono una musicista navigata, ma quando ascolto "Madama Butterfly" non riesco più ad esserlo...
Ascolto... e mi preparo alla mia inevitabile metamorfosi.
Quanta speranza, quanto dolore, quanta modernità in questa storia e nella sua musica meravigliosa. Lei, Cio Cio San, 15 anni, un nobile cuore orientale, stretta nella morsa del bisogno. Lui, Pinkerton, americano, marinaio, colonizzatore, dominatore, arrogante...
Non la stupra, no!... Peggio!
LA SPOSA!
La lega a sè con un vincolo sacro, la avvolge in una promessa che si scolpisce a fuoco nel cuore di una bimba al primo amore e dopo pochi mesi... Sparisce, ritorna nella sua America.
Passano 3 anni, senza alcuna sua notizia, senza che egli sappia che è divenuto padre di un bimbo biondo, ricciolino e con gli occhi a mandorla. Forse avremmo potuto perdonarlo, ignorarlo, se se ne fosse rimasto nel suo arrogante paese a coltivare i suoi sogni di guerra, ma, no...
Ritorna in Giappone, con la sua "vera" (l'altra è stata solo un esotico, eccitante gioco...) moglie americana, tutta cattivo gusto e sorriso sintetico, per mostrargli il simpatico animaletto con cui si è trastullato in fase prematrimoniale.
La scoperta di aver procreato in terra straniera non lo sconvolge più di tanto: è deciso, porterà il piccino nel suo civile paese, sottraendolo alla sala giochi orientale...
Poco importa se la piccola tenera disperata sua madre si toglierà la vita per la disperazione, per lasciare al suo bimbo la possibilità di una vita onorevole...
Ogni volta che la ascolto, spero fino alla fine che vada diversamente... Spero che Pinkerton, mostri un velo di coscenza...
Che Cio Cio San capisca prima che sia troppo tardi su quale altare si sta per immolare... che, alla fine ,la coppia star & stripes in gita alla casina giapponese metta un piede in fallo e rotoli inesorabilmente e definitivamente giù dalla collina soffocandosi nella bandiera sventolante sulla nave ancorata in porto...
Ma nulla...
Inesorabilmente, Cio Cio San usa la sua lama, per levare l'ingombro della sua presenza... e tutto, tutto si aggiusta, tranne il mio cuore in pezzi e la mia rabbia infinita...
Grande, grande Puccini... questa musica parla dritto al cuore, lo fa sanguinare, lo costringe in ginocchio ad implorare pietà...
Ma ancora una volta (e nelle storie del mondo lirico, ahimè, quasi sempre...) è una donna a scomparire. Una splendida, tenera donna.
Per favore... riscrivetemi la Butterfly...

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