Pensieri e immagini di una donna e del suo mondo, cercando e percorrendo una via...
Ore passate sull'autobus, intrappolata nel traffico... Spesso, per stanchezza o per naturale curiosità, il tempo l'ho passato a guardare i volti delle persone attorno a me, cercando di capire le loro storie, le loro emozioni, attraverso sguardi, cenni, atteggiamenti. Ma era come guardare un murales... volti irrigiditi nella stanchezza del tragitto, forse anche nella vuotezza dei pensieri alla ricerca di un attimo di tregua dalle preoccupazioni, dai problemi.
Difficilmente qualcuno sorride; chi ride, di solito qualche ragazzetto in preda ad euforia ormono-adolescenziale, è guardato con fastidio o con comprensione, a seconda del grado di esuberanza. Qualche straniero, quasi sempre di colore, che parla a voce alta con idiomi incomprensibili snocciolando nenie di parole troppo cariche di consonati e dalle inflessioni comunque intraducibili, viene guardato con una leggera curiosità mista ad un sottile fastidio.
Qualche volta la presenza di un personaggio "mentalmente diverso" turbi l'indifferenza dei volti con i suoi pensieri a voce alta, l'inveire contro l'uno o l'altro personaggio politico, l'annunciare l'arrivo imminente di una punizione divina o della fine del mondo. Ecco che il torpore espressivo si trasforma in disagio, espressioni imbarazzate dubbiose o leggermente divertite... è sempre difficile tollerare chi dice quel che pensa a voce alta, pensarlo malato o disagiato e cercare il consenso tra i "normali" tranquillizza...
Poi DIO creò il LETTORE MP3!!!
Io non so bene quandociò è accaduto, ma per me è nato un giorno in cui avevo per lavoro la necessità di registrare delle interviste da poter utilizzare velocemente. Impensabile utilizzare il vecchio caro registratorino a bobine... "e poi non sei tecnologicamente avanzata" mi fanno notare. Già, la tecnologia mi piace molto... L'aggeggio in questione, inoltre, mi apre nuove prospettive: portarmi nello spazio di un accendino tutta la musica contenuta in una discoteca di buona qualità.
Intravedo il vantaggio...
Eccomi di nuovo sui mezzi pubblici, come ogni giorno. Ora però guardo il mondo con occhi diversi, anzi, con orecchie diverse. E scopro che molte altre persone portano un paio di cuffie alle orecchie, come me. Superficialmente, avrei giudicato poco tempo prima questo comportamento come sinonimo di asocialità: ma ho cambiato idea... ascoltare musica in viaggio, è come avere una colonna sonora personale a commento delle immagini del quotidiano.
Un'emozione non da poco. Un'emozione difficile da trattenere.
Ma l'emozione più grande è guardare gli occhi di coloro che ascoltano musica... finalmente un guizzo di vita. Una canzone d'amore, rock, una grande sinfonia, cosa importa? Nessuno, anche il più inespressivo dei volti può rimanere indifferente ascoltando la musica che ama, che smuove ricordi, che riaccende emozione dolci o dolorose...
Guardo negli occhi dei miei "colleghi con cuffie" e scopro che spesso discretamente si cerca di capire cosa ascolta l'altro. Probabilmente, se non si fosse su un bus stracarico fermo in mezzo al traffico, si potrebbe anche chiedere... ma non esageriamo nello scambio...
Qui, in fondo, può bastare anche un sorriso.
Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola
Quando lei se ne andò per esempio
Trasformai la mia casa in tempio
E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu
Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto
Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio
Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi
Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto...
(il GRANDE Lucio)
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